Il conformismo, la vita, la scelta dei libri, la promozione della lettura (1° parte)

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Da tempo studiosi di varie discipline concordano nel ritenere che viviamo in una socità dove – molto più di ieri- domina il CONFORMISMO delle idee, degli stili di vita, dei pensieri, del linguaggio

E i social, come novelli pifferai magici, contribuiscono non poco a trascinare con sé un numero consistente di “seguaci”, che accettano acriticamente ciò che viene suggerito, proposto, indicato.

    Un conformismo che riguarda anche la scelta dei libri per bambini e ragazzi e la promozione della lettura. E questo a scuola, sul territorio e nelle biblioteche.

….. continua

Una situazione grave, soprattutto per insegnanti, educatori, promotori di lettura che dovrebbero educare i bambini i ragazzi i giovani ad essere critici e creativi, ad esprimere la propria unicità esistenziale leggendo o ascoltando leggere opere letterarie“ di qualità”.

Guai non scegliere come i colleghi, Guai a non accettare le attività comuni di promozione della lettura, Guai a distinguersi dagli altri.


Serpeggia, in modo spesso tacito e inconfessato, il timore di sentirsi diversi, di esprimere il proprio dissenso su attività di lettura che magari a ragione sono banali, scontate, obsolete, illusoriamente “creative”, se non addirittura errate e incoerenti con l’”autentica Letteratura per l’infanzia” e le scienze umane (Pedagogia e Psicologia in primis).
Piuttosto che mettersi in evidenza si arriva a nascondere il proprio sapere scientifico, i propri studi e ci si adegua ai più, al “gruppo pensiero”.

Sculpture Chiaozza

Ed allora, seguendo le “imposizioni” di alcuni docenti o della maggioranza, accettano di leggere libri scadenti, proporre schede, fare lavoretti vari che poco c’entrano con l’autentica Letteratura per l’infanzia e con una “buona” promozione della lettura. Anzi di “formazione di lettori”, come preferisco dire.
      
     E ciò mentre nella vita quotidiana tutti ripetono “pensieri già pensati” da altri, pensieri “precotti” come direbbe il filosofo del linguaggio Massimo Baldini, senza cercare idee proprie, parole proprie per esprimersi.
Nel fluire linguistico quotidiano è tutto un profluvio di ok, e vai, dammi il cinque, alla grande, non c’è problema, tipo che, un sacco, tanta roba, salve …e poi continuate voi. Anche il fraseggiare è banale, ripetitivo.

Essere conformisti o avere il coraggio dell’anticonformismo?

Perché solo l’anticonformismo, supportato da studi e conoscenze scientifiche, porta alla libertà, al pensiero critico, alla riflessione, all’ arricchimento umano e cognitivo.

Vorrei che tuttileggessero.
Non per diventare letterati
o poeti, ma perché
nessuno sia più schiavo.
Gianni Rodari

   Le parole di Gianni Rodari sono emblematiche sul senso del leggere.
Senz’altro il conformismo delle scelte di libri e delle attività di promozione/educazione della/alla lettura non porterà mai verso le mete indicate da Rodari.

   

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